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Loxone in una casa esistente – senza trasformarla in un cantiere

Molti pensano che la domotica sia possibile solo se si aprono comunque tutti i muri. Non è così. Con Loxone anche una casa vecchia può diventare smart un po’ alla volta.

Aron Langgartner 3 min di lettura

La situazione di partenza

In una casa nuova progettiamo l’impianto elettrico per Loxone fin dall’inizio: ogni pulsante, ogni lampada e ogni circuito di riscaldamento ha un proprio cavo fino al quadro. In una casa esistente è diverso. I cavi ci sono, ma non sono pensati per questo, i muri sono spessi e nessuno vuole vivere per mesi nella polvere.

Loxone si presta bene, perché conosce due strade che si possono combinare liberamente: il cavo e la radio.

Il cavo dove si può: Loxone Tree

Tree è la variante cablata. Un solo cavo porta alimentazione e dati a più dispositivi, per esempio pulsanti, sensori di temperatura o rilevatori di movimento. Il cavo passa da un dispositivo all’altro, quindi servono molte meno linee rispetto a un impianto tradizionale.

Tree conviene ovunque si lavori comunque: nel bagno da rifare, in cucina, con il nuovo pavimento e il riscaldamento a pavimento. I cavi sono affidabili, non hanno bisogno di batterie e durano decenni.

La radio dove serve: Loxone Air

Air è la variante radio. Pulsanti, contatti finestra, attuatori per i radiatori o rilevatori di fumo comunicano via radio con il Miniserver, senza nuovi cavi. I dispositivi alimentati da rete si passano i segnali tra loro, così la radio arriva anche attraverso i muri spessi.

Air è la scelta giusta quando un muro non va aperto, per esempio in una stube rivestita in legno o dove ci sono affreschi. Lo svantaggio: i dispositivi a batteria hanno bisogno di batterie nuove ogni qualche anno.

Cosa si può aggiungere facilmente

  • Luce: gli interruttori esistenti vengono sostituiti da pulsanti, le lampade le comanda il Miniserver. Nel quadro serve spazio per gli attuatori.
  • Riscaldamento: sui radiatori sostituiamo le teste termostatiche con attuatori radio. Ogni stanza viene regolata singolarmente.
  • Schermature: dove tapparelle o frangisole hanno già un motore, di solito si integrano direttamente.
  • Sicurezza: contatti finestra e rilevatori di movimento via radio, rilevatori di fumo con avviso sul telefono.
  • Energia: un impianto FV, una pompa di calore o una wallbox esistenti si possono integrare con la maggior parte degli apparecchi più diffusi, così lavorano quando c’è il sole.

Passo dopo passo invece di tutto insieme

In una casa esistente non serve fare tutto in una volta. L’importante è partire da un progetto ben pensato:

  1. Miniserver e quadro: il Miniserver sta nel quadro. Prevediamo subito spazio sufficiente per le estensioni future.
  2. Le stanze dove si lavora comunque: bagno, cucina o una mansarda da ristrutturare ricevono il cablaggio Tree.
  3. Il resto via radio: le stanze dove non si ristruttura ricevono dispositivi Air.
  4. In seguito: schermature, musica o una wallbox si aggiungono quando è il momento, senza rifare ciò che c’è già.

A cosa fare attenzione

  • Spazio nel quadro: il vecchio quadro elettrico spesso è troppo piccolo. Un quadro nuovo è spesso una voce importante, ma conviene, perché migliora anche la sicurezza dell’impianto.
  • Internet non è indispensabile: il Miniserver lavora in casa. Luce, riscaldamento e pulsanti funzionano anche senza connessione.
  • Documentazione: proprio nelle case esistenti è importante annotare cosa è installato e dove. Ricevi da noi una documentazione con cui si orienta anche un altro elettricista.

In sintesi

Rendere smart una casa vecchia non è una contraddizione. Con il cavo dove si ristruttura comunque e la radio dove il muro deve restare, nasce un sistema che si usa come se fosse stato fatto tutto insieme. La cosa migliore è vedere la tua casa insieme e pianificare cosa ha senso e in che ordine.

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